Romano Gualdi. Frammenti

Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare. Questi sono, per Helmut Newton, i tre concetti con cui riassumere, spiegare e raccontare l’arte della fotografia. E sono essenziali, è vero, ma a volte deve esserci qualcosa in più per arrivare a creare qualcosa di nuovo. Come la forte e ineluttabile necessità di raccontare. Qui inizia la storia di Romano Gualdi, fotografo emiliano nato a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, nel marzo del 1934. Entusiasta e curioso scopritore del mondo, ha sempre fatto del racconto fotografico il centro della ricerca personale e professionale.

Ogni dettaglio deve essere compreso e assimilato per essere rappresentato. Un approccio unico al soggetto e una dedizione totale verso la fotocamera lo accompagnano mentre riscopre immagini e ricordi di una vita vissuta a catturare momenti e frammenti. Frammenti, una mostra personale coerente, diretta ed essenziale, ripercorre il viaggio creativo di Romano Gualdi, scandito dall’inguaribile necessità dell’artista di raccontare le storie dei luoghi dal fascino ancora oggi inesplicabile.

Quattro sono i cicli selezionati, elaborati da Romano Gualdi fra gli anni ‘70 e ‘80: i trentadue mulini; i paesi di Montesole; il campo di concentramento di Fossoli; le cento masserie di Crispiano (TA). A esse, si mescolano altre immagini naturali, rurali, a volte cittadine, portavoce di luoghi intensi e più che mai vivi. È così che la città vecchia di Matera accoglie un coro di romanzi cavallereschi contemporanei, mentre il letto del fiume Samoggia risuona dei canti di quelli che l’hanno attraversato, e i campi, fra colline di grano e ciliegi in fiore, riportano alla mente immagini di un Novecento di fatiche e di tradizioni.