Dalle fluttuazioni alle transizioni

Dalle fluttuazioni alle transizioni è una collettiva dove la sinergia creata tra spazio e opere si fa materia in continua trasformazione. Se la fluttuazione è sinonimo di oscillazione, mutazione frequente ed instabile, la transizione invece si riferisce ad un cambiamento, sempre incerto, ma proiettata verso una situazione più forte ed equilibrata. Da fluttuanti le opere diventano così in transizione perché la loro interazione rende possibile la loro proiezione verso un’esistenza più potente. A stimolare ulteriormente questo passaggio, è lo spazio stesso che le ospita, l’EXATR, ex autorimessa di corriere nel centro storico di Forlì gestita dall’associazione Spazi indecisi, e Transizioni – Rassegna Internazionale sul fotografico che pone lo slideshow come nuova espressione narrazione visiva, ibrida e multidisciplinare.
Gli artisti coinvolti affrontano i diversi aspetti del viaggio, simbolo del rinnovamento, inteso come caleidoscopio di sentimenti che ruotano intorno ad esso. Se Alice Palamenghi racconta il viaggio senza meta e ordine di un’umanoide all’interno di atmosfere vaporwave, Irene Fenara in “Who Needs Eyes When You Have Sapphire Crystal Lenses?” mostra l’immaginario inquietante e distopico delle videocamere di sorveglianza. La fuga verso un altro mondo è visibile anche in “Making sense”, video realizzato da Tomaso Pirotta, alla ricerca di un senso appunto, fatto di mete impreviste e di percorsi improvvisati. Yulia Tikhomirova, autrice di “A Landslide”, racconta il fallimento nel ritrovare se stessi in un luogo diverso da quello di origine sonorizzato da Pier Alfeo con la composizione “The never spoken words”. Arianna Sanesi con “BJS” ed Emanuela Bucceri con “Ottobre” si pongono su un livello estremamente intimo e delicato divise tra transiti di pianeti e trasferimenti da una casa all’altra.