Guen Fiore. Storie 2013 – 2018

Il discorso sulla ricerca artistica della fotografa Guendalina “Guen” Fiore si articola in due momenti: l’allestimento della realtà, procedimento principe dei progetti iniziali, ovvero di quelle serie circoscritte agli anni 2013 – 2014, in cui si analizzano storie orchestrate ad arte, con attori che interpretano le vite di altri, esprimendo ciò nonostante verità. Focale qui è lo scontro/incontro tra la tradizione della fotografia, tesa alla documentazione del vero, e il suo moderno ribaltamento. In questo primo periodo, inoltre, risulta calzante anche il parallelismo con le immagini costruite di Jeff Wall; in seguito, invece, si arriva all’analogia con l’intimismo di Nan Goldin e il realismo di Diane Arbus, in quanto, i lavori appartenenti al 2018 sono dei ritratti autentici di persone colte nelle loro molteplici emozioni ed esperienze, il cambio di prospettiva è sostanziale. Leitmotiv di ambedue le fasi è la crescita del femminile nella società odierna, analizzato in corrispondenza alle pellicole di Sofia Coppola.
L’autrice con le sue opere indaga il femminile dal punto di vista psicosociologico, forse perché più ricco, espressivo e intimo di qualsiasi altro universo. Oggigiorno l’anima delle donne sembra dibattersi tra due fronti opposti: da un lato, il radicamento in valori eterni; dall’altro, la forte disposizione al mutamento. L’estetica femminista deve essere plurale, in quanto il cambiamento radicale richiede una delineazione e una migliore comprensione della differenza tra donne e donne. Da questo punto di vista, la giovane fotografa ci fornisce un caso di studio ideale per la comprensione dell’essere e diventare donna secondo una donna. Quindi, di come lo sguardo femminile, dietro l’obiettivo si fa proiezione del pensiero e del sentimento.