La curatela come strumento di conoscenza: proposte per un laboratorio didattico.

Questo progetto mira a sviluppare un laboratorio didattico che interpreti le pratiche curatoriali come strumento di conoscenza e apprendimento e parte da un assunto fondamentale: la relazione tra opera e ambiente espositivo può potenziarne (o depotenziarne) il valore e i significati stessi. Le pratiche curatoriali non possono prescindere da questa consapevolezza e devono quindi comprendere competenze multidisciplinari che vadano dalla gestione delle problematiche spaziali all’approfondita conoscenza dell’opera e della biografia dell’autore, fino allo sviluppo di capacità relazionali, di dialogo e di confronto con il proprio gruppo di lavoro. Questa molteplicità di aspetti permette di considerare la curatela non solo come pratica da confinare agli ambienti specialistici dell’arte ma anche come possibile strumento di formazione nel processo educativo dei ragazzi.
L’idea prende le mosse da Giocafoto, uno sperimentale laboratorio didattico tenuto da Nino Migliori a Suzzara nel 1986. Migliori coinvolse 120 ragazzi delle scuole medie e, fornendo loro delle polaroid e le istruzioni per manipolarle, gli permise di realizzare un ritratto insolito e originale del paese.
Questo progetto si propone oggi di sviluppare un nuovo laboratorio fotografico coinvolgendo i ragazzi delle scuole medie che, guidati da Ascanio Kurkumelis (storico e critico d’arte, fotografo), realizzeranno una loro personale interpretazione di Suzzara utilizzando i loro stessi smartphone.
A questa prima fase creativa seguirà poi il coinvolgimento diretto nel processo curatoriale della mostra conclusiva che avrà l’obiettivo di mettere in relazione le opere del 1986 con quelle contemporanee, permettendo ai ragazzi sia di sviluppare una consapevolezza delle problematiche spaziali e relazionali sia di acquisire consapevolezza dei cambiamenti visivi che hanno interessato la fotografia e l’immagine in circa trent’anni.