SINestESIA

La sinestesia, dal greco “percezione contemporanea“, è oggi riferita a una metafora che prevede la creazione di un’immagine associando termini appartenenti a sfere sensoriali diverse. In questo caso la visione delle immagini dei cinque fotografi, Andrej Balco, Valeriy Bukhnin, Alessandro Padalino, Benedetta Ristori, Marietta Varga, caratterizzate da atmosfere plumbee e colori freddi, crea appunto una sinestesia tra la percezione visiva e le sensazioni, non soltanto ottiche, che si provano osservandole. Esse inducono inconsciamente a una riflessione cognitiva, la quale stimola aree sensoriali differenti. L‘intento dell’esposizione è quello di indagare attraverso l’occhio di fotografi appartenenti a eterogenee aree geografiche, il paesaggio in mutamento delle realtà del nuovo est dell’Europa evitando implicazioni sociali, politiche e storiche, tipiche del reportage, ed esprimendosi piuttosto attraverso una contemplazione emotiva di questi territori, riportando allo spettatore sensazioni collettive quali la nostalgia, quasi un déjà-vu dovuto per lo più a immagini elaborate in passato sotto l’influsso di fantasie inconsce evocate in forma di ricordo.
Il passato sovietico è ancora troppo vicino, si possa rapportare a esso con distacco o con il debito straniamento. La condanna o la nostalgia sono atteggiamenti più facili della rivisitazione in chiave analitica soprattutto se sostenuta da obiettività e volontà di approfondimento.